Paradosso teleriscaldamento e 110

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Paradosso teleriscaldamento e 110

Campus Edilizia Brescia è impegnata a promuovere l’applicazione del Superbonus in città. Appello ai ministeri e agli enti preposti per evitare il blocco degli interventi agevolati su edifici allacciati alla rete del teleriscaldamento.

La proroga del Superbonus al 2023 è stata accolta dal nostro territorio con entusiasmo e con un gran sospiro di sollievo, dati dalla volontà di sfruttare appieno le opportunità dell’agevolazione fiscale per la riqualificazione degli immobili esistenti.

Nella città di Brescia, però, ci si trova di fronte a un evidente paradosso, che frena i lavori detraibili al 110% per gli edifici allacciati al teleriscaldamento, strumento virtuoso per la produzione di energia sostenibile, a causa dell’aggiornamento dei fattori di conversione da applicarsi per i calcoli necessari all’emissione dell’Attestato di prestazione energetica (Ape) per queste tipologie di fabbricato.

Campus Edilizia Brescia, al quale tra gli altri partecipano Ance Brescia, Cassa edile locale, Ente sistema edilizia Brescia, Ordini professionali di Architetti, Geometri e Ingegneri, Comune e Provincia di Brescia, Università degli Studi, Confindustria, con Camera di Commercio di Brescia, è impegnato per la risoluzione dell’intricata questione. Impegno che vede partecipi anche: A2A Calore e Servizi, Acap, Aler, Anaci, Apindustria, Associazione Artigiani, Assopadana, Cna, Confartigianato Imprese, Confedilizia, Uppi, per trovare una soluzione al paradosso.

Le lettere ai ministri, presidenti delle Commissioni industria di Senato e Camera e assessori regionali

Per sbrogliare i nodi della questione il gruppo di lavoro costituitosi ha sottoposto ai ministri della Transizione ecologica Roberto Cingolani, dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, dell’Economia e finanza Daniele Franco, per gli Affari regionali e autonomie Mariastella Gelmini e delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili Enrico Giovannini, una relazione dei punti che caratterizzano nello specifico la situazione della città di Brescia con l’indicazione degli impedimenti che ostacolano interventi premiati dal Superbonus sugli edifici serviti da teleriscaldamento.

La stessa documentazione è stata condivisa con i presidenti delle Commissioni industria del Senato e della Camera, Gianni Pietro Girotto e Martina Nardi, e con gli assessori di Regione Lombardia all’Ambiente e clima, Raffaele Cattaneo e alla Casa e housing sociale, Alessandro Mattinzoli.

Alle rappresentanze governative, così come alle figure politico-amministrative regionali e locali di riferimento, sono state presentate le difficoltà nel garantire il salto di due classi energetiche, prerogativa essenziale per l’applicazione del Superbonus a edifici collegati al teleriscaldamento. Sin dall’emanazione dell’incentivo, nonostante gli interventi su gran parte della superficie disperdente, spesso queste tipologie di edificio inizialmente in classe A1 faticavano a raggiungere la classe A3.

Oggi, dopo il rilascio da parte della società di certificazione Rina dei nuovi fattori di conversione in energia primaria, la quasi totalità degli immobili già allacciati al teleriscaldamento (sia per i servizi di riscaldamento sia per l’acqua calda sanitaria) salgono in classe A4, precludendo loro l’accesso all’agevolazione.

“L’aggiornamento di questi valori rischia di frenare gli investimenti nel settore delle costruzioni per svariati milioni di euro sul territorio cittadino, portando al blocco di progetti già da tempo avviati, ma non ancora formalizzati con l’invio della relativa pratica edilizia in Comune”, dichiarano all’unisono le realtà territoriali coinvolte.

Lettera diffusa su Bresciaoggi, Sole 24ore, Corriere della Sera e Giornale di Brescia

Le proposte

La soluzione esposta ai ministeri per porre rimedio allo scenario attuale propone di utilizzare sull’intero suolo nazionale un preciso fattore di conversione in energia primaria, che evita la penalizzazione dei territori che adottano il teleriscaldamento rispetto ad altri e garantisce la stabilità necessaria per la corretta pianificazione degli investimenti. Con analoga nota tecnica, Enea potrebbe modificare l’approccio di calcolo senza dover intervenire sull’impianto legislativo nel suo complesso.

In alternativa, si propone di fissare, per tutto il periodo di applicazione del Superbonus e solo ai fini della redazione dell’Ape convenzionale, i valori dei coefficienti di conversione in vigore alla data di pubblicazione del decreto Rilancio n. 34 del 19/05/2020. Questa soluzione non garantisce le medesime opportunità all’interno del territorio nazionale a causa della presenza di fattori di conversione differenti in funzione delle reti di fornitura, ma consente di poter affrontare l’iter procedurale e progettuale senza variazioni dei parametri di calcolo. Le due soluzioni andrebbero applicate almeno a tutti gli edifici i cui lavori di efficientamento energetico non siano già partiti in data 29/06/2021.

Più in generale, le realtà territoriali in campo per risolvere la questione segnalano che è necessario regolarizzare le tempistiche di aggiornamento dei coefficienti che influenzano il fattore di conversione dell’energia primaria (che oggi avviene a intervalli variabili), almeno all’interno della finestra temporale prevista per le applicazioni dell’agevolazione al 110%. Richiesta che andrebbe applicata automaticamente a tutti i provvedimenti regionali e nazionali in cui viene richiesto il salto delle classi energetiche.

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